DEDICA A TUTTI I PAPA’!

Oggi è la festa del papà, di tutti quei papà meravigliosi che meritano di sentirsi chiamare con una parola tanto dolce.

dedica al padre

Papà, non padre, esprime in un attimo ed in un’unica parola senza il bisogno di tanti discorsi amore, tenerezza, protezione, forza, emozioni che il più delle volte non si riescono a spiegare se non a sentire con il cuore, una magia che lega per sempre due esseri umani!

                  dedica al padre

E’ proprio a voi, oltre che al mio papà e a quello di mio figlio Brando che voglio dedicare questo breve racconto di Erma Bombeck… a voi faccio gli auguri per la festa del papà!

Dedica al padre…

Quando il buon Dio decise di creare il padre, co­minciò con una struttura piuttosto alta e robusta.

Allora un angelo che era lì vicino gli chiese: «Ma che razza di padre è questo? Se i bambini li farai alti come un soldo di cacio, perché hai fatto il padre così grande? Non potrà giocare con le biglie senza met­tersi in ginocchio, rimboccare le coperte al suo bam­bino senza chinarsi e nemmeno baciarlo senza quasi piegarsi in due!».

Dio sorrise e rispose: «E’ vero, ma se lo faccio piccolo come un bambino, i bambini non avranno nes­suno su cui alzare lo sguardo».

Quando poi fece le mani del padre, Dio le mo­dellò abbastanza grandi e muscolose.

L’angelo scosse la testa e disse: «Ma… mani co­sì grandi non possono aprire e chiudere spille da ba­lia, abbottonare e sbottonare bottoncini e nemmeno legare treccine o togliere una scheggia da un dito».

Dio sorrise e disse: «Lo so, ma sono abbastanza grandi per contenere tutto quello che c’è nelle tasche di un bambino e abbastanza piccole per poter strin­gere nel palmo il suo visetto».

Dio stava creando i due più grossi piedi che si fos­sero mai visti, quando l’angelo sbottò: «Non è giu­sto. Credi davvero che queste due barcacce riusci­rebbero a saltar fuori dal letto la mattina presto quando il bebè piange? O a passare fra un nugolo di bambini che giocano, senza schiacciarne per lo meno due?».

Dio sorrise e rispose: «Sta tranquillo, andranno benissimo. Vedrai… serviranno a tenere in bilico un bambino che vuol giocare a cavalluccio o a scaccia­re i topi nella casa di campagna oppure a sfoggiare scarpe che non andrebbero bene a nessun altro».

Dio lavorò tutta la notte, dando al padre poche parole ma una voce ferma e autorevole; occhi che ve­devano tutto, eppure rimanevano calmi e tolleranti. Infine, dopo essere rimasto un po’ sovrappensiero, aggiunse un ultimo tocco: le lacrime.

Poi si volse al­l’angelo e domandò: «E adesso sei convinto che un padre possa amare quanto una madre?».

dedica al padre    Erma Bombeck

 “… sempre con voi…” Samantha de Grenet

 

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