PUNIRLI O NON PUNIRLI? QUESTO E’ IL DILEMMA!

Oggi più di sempre i genitori sono particolarmente vicini ai figli ed ai loro bisogni con l’unico grande obiettivo di crescere, di formare persone equilibrate… un lavoro duro, seppur bellissimo, e che richiede amore, attenzione e tanta pazienza.

Più volte ho affrontato l’argomento dell’educazione dei figli e della difficoltà da parte di noi genitori di farsi ubbidire o di far seguire delle regole.

Sapete ormai che sono assolutamente contraria ad alzare le mani su un bambino o un adolescente e che una sana punizione sortisca effetti decisamente migliori.

daniele novara

Pochi giorni fa mi è capitato tra le mani il libro del pedagogista Daniele Novara Punire non serve a nulla. Educare i figli con efficacia evitando le trappole emotive e devo dire che mi ha portata ad una profonda riflessione in quando afferma: “ I figli non sono colpevoli dei loro comportamenti, sono solo immaturi. Quindi la punizione non serve, serve capire. Fino ai vent’anni il cervello è in evoluzione , i ragazzi sono incapaci di gestire le proprie emozioni. Sono gli adulti che devono creare uno spazio organizzato in cui il figlio possa muoversi con sicurezza”.

In poche parole Novara spiega che per crescere al meglio un figlio quest’ultimo ha bisogno di regole che devono essere assolutamente rispettate e non solo da lui. Noi genitori dobbiamo capire che le “istruzioni” che vengono impartite non possono in nessun modo essere cambiate a secondo della nostra stanchezza o umore perché altrimenti si creerebbe nel bambino una grande confusione e sarebbe solo colpa nostra.

Ovviamente Novara fa una distinzione tra piccolini ed adolescenti: mentre con i primi i limiti devono essere estremamente chiari con i secondi si può negoziare, ma è importante che i genitori siano sempre d’accordo.

Anche sulle punizioni fisiche Novara è molto chiaro:” Le punizioni fisiche mortificano il piccolo, lo spaventano e l’effetto è deleterio: il bambino riprodurrà l’atto aggressivo  su terze persone, spesso più deboli come amichetti o fratellini e si romperà il patto di fiducia  nei confronti del genitore. Nel momento in cui si alzano le mani su un bambino, si urla, lo si punisce si fa prevalere l’emotività, che sia rabbia o frustrazione. In quel momento  il processo educativo sta fallendo”.

In alcuni casi però mettere in punizione un figlio perché ha avuto un comportamento sbagliato è molto utile perché privandolo di qualcosa per un certo periodo come telefonino, videogiochi, tv etc. lo si spinge a riflettere su cosa sia il sacrificio.

Come sapete perfettamente le scuole di pensiero sono diverse e tutte in qualche modo corrette e condivisibili: c’è chi con pazienza intraprende la strada delle spiegazioni, chi minaccia contando fino a tre, chi ordina con tono autoritario, chi prega, chi promette punizioni, chi alza la voce … ma una cosa è certa e che trova tutti d’accordo: le mani non si alzano!

“…sempre con voi…” Samantha de Grenet

 

 

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